Home Calabria Vittorio Lombardo: “Calcio dilettantistico calabrese all’anno zero”

Vittorio Lombardo: “Calcio dilettantistico calabrese all’anno zero”

0
0
Vittorio Lombardo. Autore: Aldo Antonio Fiorenza.
Vittorio Lombardo. Autore: Aldo Antonio Fiorenza.

Confrontarsi per capire meglio la realtà e provare a migliorare lo stato delle cose. L’ho fatto e lo faccio spesso con Vittorio Lombardo, grande appassionato di calcio prima di tutto, che ho conosciuto all’incirca un anno fa nelle vesti di direttore sportivo del Real Catona e che oggi è un membro del gruppo dirigenziale della nuova Fortitudo Calcio Reggio. Vittorio ha voluto condividere con me un suo pensiero sulla situazione del calcio dilettantistico calabrese, a suo modo di vedere sempre più vicino a toccare il fondo. Colpa dei soldi, dati o promessi anche in Seconda e Terza Categoria, che hanno fatto via via venir meno la passione verso questo sport, e della carenza di strutture: molte di queste sono ai limiti della praticabilità, le poche funzionali sono sempre più sature, con le società costrette a fruirne ad orari limitati ed a prezzi onerosi. Questa la realtà dei fatti agli occhi di Vittorio Lombardo, uno che ha a cuore le sorti del gioco del calcio alle nostre latitudini. Ne riportiamo per intero il pensiero:

Se il calcio dilettantistico calabrese non è all’anno zero, poco ci manca. Tante società ogni anno scompaiono per molteplici fattori che a spiegarli tutti staremmo qui un’intera giornata. Lo spirito di giocare a calcio ormai è ai minimi termini, anche perchè vengono dati o semplicemente promessi soldi anche in Seconda e Terza Categoria. Parlando con un conoscitore profondo del calcio locale ho capito tante cose. Soprattutto mi sono trovato d’accordo con lui sulla necessità di incrementare i settori giovanili, anche se la mancanza di strutture è un limite spesso insormontabile e le buone idee vengono inevitabilmente accantonate. Basta guardare i campi di Catona, Villa Mesa di Calanna, Fiumara, Sambatello, Archi, tanto per restare nella zona nord di Reggio Calabria e comuni limitrofi, ormai in disuso e pericolanti. Chissà cosa succederà in un futuro prossimo. Si spera che le cose migliorino anche se non è facile“.

Domenico Meduri