Home Champions League Juventus, la Champions riporta alla luce i vecchi problemi

Juventus, la Champions riporta alla luce i vecchi problemi

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Paul Pogba contrastato dai calciatori del Borussia Mönchengladbach (ilfattoquotidiano.it).
Paul Pogba contrastato dai calciatori del Borussia Mönchengladbach (ilfattoquotidiano.it).

Lo 0-0 casalingo con il Borussia Mönchengladbach ha smascherato in un colpo solo tutti i problemi della nuova Juve di Massimiliano Allegri. Proprio in Champions League, dove in questo primo scorcio di stagione i bianconeri avevano trovato riparo dalle critiche e riuscivano a dimenticare le difficoltà incontrate entro i confini nazionali. Fino a ieri: la sfida con i tedeschi, infatti, ha riportato alla luce vecchie grane come la lentezza nella costruzione del gioco e una manovra offensiva incapace di pungere la decima squadra della Bundesliga. I numeri parlano chiaro: dei 21 tiri effettuati dalla Vecchia Signora, soltanto 2 hanno centrato lo specchio della porta difesa da Sommer. In entrambi i casi le conclusioni sono arrivate da fuori area e ad opera di Pogba. Già, Paul Pogba: ad oggi il francese è l’ombra dello straordinario giocatore ammirato lo scorso anno, quello capace di decidere le partite da un momento all’altro con una magia. “Da Pogba mi aspetto molto di più” aveva tuonato Allegri alla vigilia. Orfano di Pirlo e Vidal e con una maglia troppo pesante per le sue ancor fragili spalle, però, il numero 10 bianconero sembra giocare col freno a mano tirato, tormentato dalla pressione psicologica della tifoseria che da lui si aspetta sempre il colpo da campione. Gli unici due tiri verso la porta tedesca, dicevamo, sono arrivati da lontano. Sì, perchè pur con un attaccante abile nel gioco aereo come Mandzukic, in campo dal primo minuto al fianco di Morata, di palloni all’interno dei 16 metri se ne sono visti pochi. Cuadrado, costretto a partire da lontano e a far su e giù per la fascia destra, non ha la lucidità per essere decisivo negli ultimi metri; Alex Sandro ad oggi resta un oggetto misterioso. Se ci aggiungiamo pure che l’unico elemento capace di portare quel tocco di vivacità, imprevedibilità e fantasia lì davanti, ovvero “mister 40 milioni” Paulo Dybala, viene fatto entrare soltanto nell’ultimo quarto d’ora, allora il quadro è completo. “Deve crescere” continua a ripetere Allegri: difficile capire come possa farlo rimanendo in panchina. Da notare, inoltre, che la migliore prestazione di Khedira sia coincisa con l’assenza di Marchisio: i due possono convivere ma l‘intesa è ancora da affinare. L’unica nota positiva arriva dalla difesa: 1 solo goal subìto nelle ultime 4 gare, con Andrea Barzagli autentico baluardo che sembra vivere una seconda giovinezza.

La coperta, dunque, al momento è troppo corta. Urge correre al più presto ai ripari perchè se è vero che il cammino in Europa non è assolutamente compromesso, anzi tutt’altro, in campionato il ritardo dalla zona Europa rischia di diventare incolmabile. E allora sì che ci sarebbe poco da stare Allegri.

Domenico Meduri