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Il Re ed il “Marquezino”

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C’era una volta un Re così bravo e coraggioso da destare l’invidia di tutti i suoi cortigiani che al suo cospetto si sentivano tutti “ini ini”. Un giorno, uno di loro, il più intraprendente, decise di giocargli un brutto scherzo con il chiaro intento di costringerlo ad abdicare. E così durante la penultima battuta di caccia del torneo, che avrebbe probabilmente stabilito chi fosse ancora il più bravo,valentino re il Marquezino si avvicina al Re e con fare apparentemente sportivo comincia ad incalzarlo in un modo così ossessivo da sembrare eccessivo. Infatti il piccolo Marquezino non ha nessuna possibilità di vincere il torneo trovandosi ormai distaccato dai primi della classe da un divario incolmabile. Molti degli spettatori si chiedevano il perché di questo comportamento e qualcuno, bene informato, comincia a sussurrare di un accordo segreto per spodestare il Re. Quello che accadde da li a poco non fece che confermare quella che all’inizio poteva sembrare la solita giustificazione complottista. Il piccolo Marquezino si avvicina più del dovuto al sovrano, che nel frattempo rallenta e volge il suo sguardo verso il piccolino quasi a chiedergli il perché di quell’accanimento. Ma nel frattempo il piccolo si avvicina così tanto da poggiargli la testa sulla sua gamba. Il Re d’istinto, come avrebbe fatto qualsiasi altro essere umano in una situazione così altamente competitiva oltre che importante, allarga la gamba per allontanare il fastidioso e scorretto concorrente. Marquezino perde l’equilibrio e cade rovinosamente a terra. Il gioco è fatto. Il Re viene penalizzato e la piagnucolosa vittima (contenta) non finisce la gara, ma vince. Si, vince! Infatti da oggi il titolo di “ino” non gli apparterrà soltanto per la sua conformazione fisica ma anche per la sua “statura” sportiva.