Home News24 A colloquio con mister Ciccio Api: “Ero già un allenatore in campo”

A colloquio con mister Ciccio Api: “Ero già un allenatore in campo”

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Mister Ciccio Api.

Negli ultimi tre anni abbiamo imparato ad apprezzarlo come uno degli allenatori più vincenti del panorama dilettantistico calabrese. Sabato ha compiuto l’ennesimo capolavoro della sua carriera da allenatore andando a vincere con una prova sontuosa sul campo di una delle dirette concorrenti, che fino a prima del match affiancava la sua squadra al secondo posto della classifica al secondo posto. Il 3-0 finale la dice tutta sulla prova di forza del suo Calcio Ravagnese. Ciccio Api prosegue nella sua rincorsa al primo posto del girone G di Seconda Categoria, attualmente occupato dalla stessa Scillese che due stagioni fa gli soffiò il primato nel girone reggino di Terza Categoria, quando era alla guida del San Giorgio. Prima di intraprendere la carriera da tecnico, Api è stato un difensore di cui tutti ricorderanno il temperamento, il carisma e la tenacia che metteva in campo in ogni incontro. Trafila nel settore giovanile della Reggina, 4 stagioni a Pellaro tra Eccellenza e Promozione, 7 al Reggio Sud nel campionato di Promozione, 2 stagioni in Prima Categoria a Motta San Giovanni, una breve parentesi a Catona e altre 2 stagioni ancora in Prima Categoria con la Deliese: questo il riassunto del Ciccio Api calciatore. Appesi gli scarpini al chiodo, Api veste i panni dell’allenatore, un ruolo che lo intrigava già da qualche tempo. Il resto è storia recente: alla guida del San Giorgio, al debutto assoluto in panchina, si aggiudica i playoff nel girone H di Terza Categoria; l’anno seguente trionfa nel girone F di Seconda Categoria centrando la promozione diretta in Prima. Da quest’estate alla guida del nuovo corso Calcio Ravagnese, Api sta dando ulteriore dimostrazione delle sue capacità. Nel corso di un’amichevole chiacchierata, ci siamo immersi nella sua passione, apprezzandone tutte le varie sfaccettature.

Mister, facciamo un passo indietro, torniamo a quando ancora indossava gli scarpini: qual è il giocatore più forte che ha affrontato? Quale, invece, il compagno più forte che ha avuto?

Se ho ancora Salvatore Rappocciolo con me in squadra è perchè lo ritengo l’attaccante più prolifico degli ultimi anni. E’ lui il giocatore più forte che ho affrontato. Di compagni forti ne ho avuti tanti, qualcuno mi ha anche seguito nella mia nuova avventura al Calcio Ravagnese. Su tutti, però, faccio il nome di Davide Paturzo che oggi è il mio secondo. E’ un ragazzo che ha sempre avuto voglia di crescere e di migliorarsi e l’ho voluto con me ovunque mi trovassi“.

Cosa l’ha spinta a lasciare il calcio giocato così presto?

La voglia di fare qualcosa di nuovo, di provare l’esperienza in panchina. Non sono mai stato un giocatore tecnico, lo sanno tutti, ma ero uno che in campo metteva cuore, anima e grinta ed ero quello che guidava la squadra da dietro. Insomma, ero un allenatore in campo, già mi vedevo nelle vesti di allenatore“.

Dall’Eccellenza alla Prima Categoria, ha sempre militato in squadre costruite per puntare al vertice della classifica: quale allenatore le ha lasciato qualcosa che oggi le torna utile nella sua esperienza in panchina? In quale degli allenatori avuti in carriera, eventualmente, si riconosce?

Non mi riconosco in nessuno degli allenatori che ho avuto. Sicuramente ognuno di loro ha lasciato in me qualcosa di buono. Negli anni ho sempre cercato di migliorarmi e ho saggiato i pregi e i difetti di ogni tecnico. Da quando mi sono seduto in panchina, confronto spesso le mie idee con quello che ho imparato nel corso del tempo e cerco di trasmettere il meglio ai miei ragazzi“.

Giochiamo un po’ con i numeri: il suo score in Seconda Categoria la annovera nell’albo dei mister più vincenti poichè le sue panchine, alla data odierna, sono 33, con 28 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, per un totale di 87 punti conquistati, una media di 2,64 a partita. I gol fatti dalle sue squadre sono 105 (3,18 in media a partita), 25 quelli subiti (0,76 in media a partita). I maliziosi direbbero che avendo in squadra un cecchino come Rappocciolo è tutto più semplice. Chi guarda le partite, invece, è testimone di un gioco fluido e bello a vedersi, che trova nel Cobra il finalizzatore ideale ma anche un attaccante al servizio dei compagni. Ci parli del suo modello di gioco, del suo credo calcistico. Ci parli del Ciccio Api allenatore.

Poter contare su grandi giocatori è sicuramente un vantaggio ma questi devono essere messi nelle condizioni di tornare utili alla squadra. Cerco di adattare il mio modo di giocare ai calciatori che ho a disposizione: col San Giorgio sono partito con il 4-3-3 per finire col 3-5-2, quest’anno, avendo a disposizione Tonino Vita, sto adottando il 4-3-1-2. A prescindere dai moduli, comunque, il mio intento è quello di far giocare sempre il pallone. Anche se siamo in Seconda Categoria, voglio che le mie squadre inizino a giocare la palla da dietro. Anche sabato con l’Archi non abbiamo mai buttato via il pallone“.

Veniamo all’attuale campionato di Seconda Categoria: vede nella Scillese l’unica antagonista per la vittoria finale, quindi prevede un altro testa a testa dopo quello con la Pro Pellaro dello scorso anno, oppure crede nell’inserimento di qualche altra compagine nella corsa al primo posto?

A inizio anno tutti provavano a nascondersi dietro al Ravagnese: se il Ravagnese sarebbe andato male allora avrebbero detto che sarebbe fallito il suo progetto, se sarebbe andato bene allora avrebbero detto che il Ravagnese si sarebbe rivelata una squadra troppo forte. E’ necessario che tutti facciano un bagno d’umiltà. Non sarà una corsa a due tra noi e la Scillese: Archi e Bovese si inseriranno nella lotta insieme a qualche altra compagine. Ho visto molto bene la formazione allenata da Ciccio Errigo e sono sicuro che lotterà per la vittoria del campionato. In più si sta anche rinforzando sul mercato. Noi puntiamo al primo posto ma dobbiamo continuare a ragionare di partita in partita“.

Ci stili una top five dei calciatori del girone G che ritiene un lusso per la categoria.

Tanti sono nella mia squadra, non nomino nessuno perchè rischierei di dimenticare qualcuno di loro. Al di fuori dei miei ragazzi, ritengo che siano degli ottimi calciatori Mathiot della Scillese, Petronio della Bovese, Tegano, Polimeni, D’Andrea e Ienuso, che adesso è rientrato al San Giorgio, dell’Archi, Staicu, Jusca e Cartisano della Fortitudo. Ogni squadra, comunque, ha 4-5 elementi davvero ottimi per la categoria“.

Cosa vuol fare da grande? Si sente pronto per i campionati più importanti? Vuole continuare a salire un gradino per volta o valuterebbe seriamente l’offerta di una società di Promozione od Eccellenza?

Quest’anno ho rifiutato 2-3 proposte di squadre di categoria superiore per sposare il progetto Calcio Ravagnese. Non so cosa mi riserverà il futuro, adesso voglio vincere con questi colori. Se riusciremo a centrare il salto di categoria credo che resterò qui, sempre se la società lo vorrà. Fa sempre piacere sapere dell’interesse di altre squadre ma resto umile, voglio crescere piano piano. Queste stagioni in Terza e Seconda Categoria mi hanno fatto maturare e mi hanno fortificato soprattutto sotto l’aspetto della gestione psicologica dei calciatori“.

Bravo, ambizioso, ma coi piedi ben piantati a terra: questo è Ciccio Api, il futuro è dalla sua parte.

Domenico Meduri